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FUNCTIONAL POINTLa via nutrigenomica al benessere
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CRAMPI MUSCOLARII crampi sono delle contrazioni muscolari improvvise e involontarie, contraddistinte da un dolore assai intenso, che possono colpire sia a riposo che durante l’attività fisica. Nel primo caso, i crampi interessano persone non necessariamente malate e generalmente si presentano durante il sonno. I crampi notturni tendono a verificarsi per lo più per una diminuzione della circolazione del sangue, dovuta a un abbassamento della temperatura corporea o all’assunzione di cattive posizioni.Altri fattori che possono facilitare la comparsa dei crampi:
Gli atleti invece tendono a sviluppare i crampi muscolari durante l’attività sportiva, soprattutto nei momenti di sforzo massimale come nelle competizioni. Sono particolarmente interessate le specialità di resistenza, come quelle dei runner, dei maratoneti e dei ciclisti. In questi atleti, i crampi sono dovuti nel 90% dei casi all’affaticamento muscolare, nel 5% agli squilibri minerali determinati da una sudorazione eccessiva, e il resto ad altre cause. La comparsa della fatica muscolare e quindi il manifestarsi di forti crampi, è commisurata alle caratteristiche individuali. Ogni atleta ha una propria soglia di affaticamento, determinata da predisposizioni genetiche e dal grado di allenamento e di esercizio. La variabilità individuale dipende dalla capacità di fornire quantitativi ottimali di ossigeno alle cellule muscolari. Con l’EPO (eritropoietina, sostanza dopante) alcuni atleti avevano trovato la scorciatoia per garantire rifornimenti adeguati di ossigeno alle cellule, aumentando il numero dei globuli rossi (i tassisti dell’ossigeno). Poco importa se l'assunzione dell'EPO aumentava il rischio di gravi complicazioni vascolari. Perché la carenza di ossigeno nelle cellule porta all’affaticamento e quindi ai crampi muscolari? Perché la quantità (in termini tecnici: la “tensione”) di ossigeno è discriminante in un preciso passaggio della demolizione a fini energetici del glucosio, la benzina corporea. In partenza, il glucosio è una molecola a 6 atomi di carbonio. Durante il suo smontaggio metabolico nello spazio endocellulare, si arriva alla formazione di una molecola a 3 atomi di carbonio, l’acido piruvico. Ebbene, se la tensione di ossigeno è sufficiente, l’acido piruvico entra nel mitocondrio, organello cellulare deputato alla produzione di ATP (adenosintrifosfato), la molecola energetica per eccellenza dell’organismo. L’acido piruvico viene completamente smontato, con produzione di ATP, acqua e anidride carbonica. Se la tensione di ossigeno è scarsa, l’acido piruvico rimane nello spazio endocellulare fuori dai mitocondri, e si trasforma in acido lattico, bloccando in pratica lo smontaggio del glucosio, fino a quando non si ripristinano condizioni normali di ossigenazione. Alla produzione di acido lattico si accompagna la liberazione di ioni idrogeno H+, che tendono ad acidificare le cellule, i muscoli e il sangue. L’acidità rallenta le funzioni enzimatiche e la capacità di lavoro muscolare, determina uno stato di contrazione del muscolo e stimola le terminazioni nervose in esso presenti, scatenando l’insorgenza dei crampi muscolari e quindi del dolore. Nell’atleta, il crampo muscolare può essere dovuto, oltre che alla produzione di acido lattico (meno efficienza energetica) e alla liberazione di ioni idrogeno H+ acidificanti (contrazione dolorosa), anche alla disidratazione conseguente alla sudorazione profusa che caratterizza l’attività fisica massimale. Per valutare gli squilibri minerali causati dalla disidratazione e l’efficienza dei meccanismi endocellulari di produzione energetica, esiste uno strumento di alta qualità scientifica e di facile utilizzazione: l’analisi minerale tessutale o mineralogramma Krinistest. Con l’ausilio del mineralogramma, è stato possibile identificare gli squilibri minerali presenti nell’organismo di Migidio Bourifa e impostare un corretto piano di integrazione minerale, che ha contribuito a ottimizzare la sua resa energetica fino a condurlo alla vittoria nel campionato italiano di maratona 2007. Nel 2004, la consulenza dello staff scientifico oggi operativo in Functional Point ha contribuito con lo stesso strumento del mineralogramma alle performance della squadra olimpica rumena di nuoto alle Olimpiadi di Atene: un oro (Camelia Potec, nei 200 stile libero) e un bronzo. |
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