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Secondo la definizione originale (Brekhman e Dardymov I. V 1968) gli adattogeni devono:
- mostrare un'attività non specifica, per esempio un incremento nel livello di resistenza contro agenti nocivi fisici, chimici o biologici,
- avere un'influenza normalizzante indipendente dalla natura dello stato patologico,
- essere innocui e non influenzare le normali funzioni del corpo oltre il necessario.
In seguito, questa definizione è stata aggiornata e gli adattogeni definiti come una nuova classe di regolatori metabolici che aumentano la capacità di un organismo di adattarsi ai fattori ambientali e di evitare danni provenienti da questi fattori (Panossian et al.1999).
Sin dal 1997 il termine adattogeno è stato usato come termine funzionale dalle autorità sanitarie russe e, a partire dal 1998, anche negli Stati Uniti. Estratti di Eleutherococcus senticosus, Rhodiola rosea, Schizandra chinensis e Bryonia alba (Brekhman 1957; Brekhman e Dardymov I.V 1968; Lebedev 1971; Saratikov 1973; Dardymov I.V 1976; Lupandin e Lapajev 1981; Panossian et al.1997) sembrano soddisfare i criteri sulla base della loro capacità di incrementare la resistenza non specifica allo stress, coinvolgendo un significativo effetto protettivo, riguardante l'intero organismo e i suoi principali organi e funzioni: quest'ultimo punto si correla alla più importante caratteristica degli adattogeni.
Dopo numerosi studi clinici e farmacologici effettuati su queste piante, esse sono state incorporate nella medicina ufficiale in URSS. Nei manuali e nei libri di consultazioni di farmacologia (Mashkovskij 2000) gli adattogeni, sono al momento, raggruppati insieme coi farmaci psicotropi che agiscono come stimolanti del sistema nervoso centrale, malgrado ci siano chiare differenze tra gli adattogeni ed altri stimolanti del SNC come indicato nella tabella 2 (Fulder 1980).
Tabella 2. Le differenze tra stimolanti del SNC e adattogeni
| |
Stimolanti |
Adattogeni |
| 1. Processo di recupero dopo uno sforzo fisico intenso |
Basso |
Alto |
| 2. Esaurimento dell'energia |
SI |
NO |
| 3. Performances durante lo stress |
Decremento |
Incremento |
| 4. Sopravvivenza allo stress |
Decremento |
Incremento |
| 5. Qualità del risveglio |
Cattivo |
Buono |
| 6. Insonnia |
SI |
NO |
| 7. Effetti collaterali |
SI |
NO |
| 8. Sintesi del DNA/RNA e delle proteine |
Decremento |
Incremento |
LINEE GUIDA FUNCTIONAL POINT PER LA PRODUZIONE DI NUTRACEUTICI
Functional Point, si è data alcune linee guida per la produzione dei nutraceutici da essa distribuiti, ponendo molta attenzione sulle buone pratiche di coltivazione, raccolta, estrazione dei composti naturali, produzione e confezionamento.
L'obiettivo è quello di diffondere nutraceutici il più possibile standardizzati, con titolazioni certe e rispondenti ai dosaggi indicati dalla più qualificata ricerca scientifica mondiale.
E' noto che i composti presenti negli estratti botanici, possono avere variazioni anche significative, in funzione del luogo di produzione e in quale periodo dell'anno è avvenuta la raccolta, delle condizioni climatiche e di come le radici, le foglie o i frutti vengono essiccati.
Altro passo fondamentale per ottenere l'estratto botanico con principi attivi altamente biodisponibili e bioattivi è il procedimento di estrazione che deve essere eseguito a basse temperature per evitare la distruzione delle molecole più efficaci: quelle di dimensioni più piccole.
In ultimo la produzione del nutraceutico e come viene confezionato completano la qualità del prodotto.
