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Un primo sovvertimento epocale nelle abitudini alimentari dell'uomo si è verificato con l'avvento dell'agricoltura 10-15.000 anni or sono.
La capacità di coltivare varie specie di cereali, e di conservare le derrate cerealicole per le stagioni sfavorevoli, ha rappresentato un eccezionale salto di qualità per le possibilità di alimentazione dell'uomo.
Ha però modificato in modo sostanziale la distribuzione dei macrocomponenti nella dieta umana, con un incremento netto della parte glicidica.
Ciò ha alterato consolidati equilibri nutrizionali, costringendo l'organismo ad adattamenti metabolici importanti ai quali l'informazione genetica non era adeguatamente preparata.
In effetti non lo è tuttora, avendo dei tempi di adeguamento estremamente lunghi (0,5% di cambiamento nel DNA ogni milione di anni).
Gli ultimi decenni della nostra storia recente hanno assistito a un'ulteriore virata nelle abitudini alimentari della specie umana.
Soprattutto nel mondo occidentale, la cronica scarsità del cibo ha lasciato il posto a un'abbondanza di ogni genere alimentare che non ha precedenti nella storia umana.
Anche l'aspetto qualitativo dell'alimentazione umana ha subito un cambiamento sostanziale, determinato dall'avvento della produzione industriale del cibo.
I carboidrati si sono confermati i principali costituenti dell’alimentazione, però con una caratteristica decisamente peggiorativa sotto l'aspetto metabolico.
L'eliminazione della parte fibrosa dei cereali ha reso questi composti più facilmente masticabili e con una migliore appetibilità. Gli zuccheri raffinati la fanno da padrone nella maggior parte dei prodotti da forno, insieme con l'altra componente predominante dell’alimentazione industriale: i grassi.
Anche in questo secondo gruppo di sostanze alimentari i cambiamenti qualitativi sono stati importanti e per certi versi devastanti. I grassi che imperano nei cibi odierni sono quelli saturi e quelli trans, dalle caratteristiche altamente aterogene, e quindi in grado di favorire e di accelerare le patologie cardiovascolari e le malattie cronico degenerative. Anche la quota insatura dei grassi della dieta moderna ha una valenza nociva per la salute.
Infatti è nettamente prevalente la componente omega sei, che può spostare in senso pro infiammatorio il delicato equilibrio tra gli eicosanoidi responsabili della “risposta infiammatoria”, strumento fondamentale di regolazione dei rapporti dell'organismo con l'ambiente esterno.

Le complesse reazioni metaboliche evocate dai macrocomponenti alimentari gravitano tutte intorno alla funzione regolatrice di un ormone principale, l'insulina.
L'evoluzione aveva costruito per l'insulina un ruolo di “ormone risparmiatore”, in grado di far utilizzare i carboidrati provenienti dal mondo vegetale (verdure, frutta, bacche, tuberi) come substrato principale per la produzione energetica, trasformando le eccedenze (quando disponibili) in un materiale energetico di riserva, i trigliceridi del tessuto adiposo.

L'eccesso di carboidrati semplici e raffinati, che caratterizza la moderna alimentazione industriale, comporta un’immissione massiva e improvvisa di glucosio nel sangue ad ogni pasto, con un super lavoro del pancreas per garantire il controllo omeostatico della glicemia attraverso una secrezione adeguata di insulina.
Il glucosio non utilizzato dalle cellule dell'organismo per la produzione energetica, sotto la regia dell'insulina viene trasformato dal fegato in grasso di deposito.
Gli eccessi di glicidi semplici e raffinati sono quindi una delle cause principali, in concorso con la mancanza di attività fisica, dell'esplosione della pandemia più pericolosa del secolo ventunesimo: l'obesità.
Altro aspetto importante per le ricadute sulla salute è quello relativo alla “sensibilità” delle cellule all'insulina.
L'aumento vertiginoso di produzione insulinica per ovviare agli eccessi di immissione di glucosio in circolo, col tempo può determinare una “resistenza” delle cellule al messaggio insulinico.
Questa diminuzione di sensibilità all'insulina provoca un ulteriore aumento della secrezione pancreatica, con finalità compensatoria.
La resistenza insulinica è l'alterazione fondamentale di un gruppo di disturbi che prende il nome di “sindrome metabolica”.
La sindrome metabolica, oltre che a essere un'anticamera del diabete, e uno dei fattori di rischio più importanti per l'insorgenza di infarto o altre patologie cardiovascolari.
Obesità, sindrome metabolica, diabete, malattie cronico degenerative, patologie cardiovascolari: una strategia di contrasto a questi flagelli, non può prescindere dal recupero della funzione fisiologica ed equilibrata dell'insulina.
Questo traguardo può essere raggiunto attraverso alcuni strumenti semplici ed efficaci.
Una dieta normocalorica, con una riduzione dell'apporto di carboidrati, specie quelli semplici e raffinati, un riequilibrio nei grassi alimentari tra omega-tre e omega-sei, un incremento dell'introduzione di alimenti ricchi di fibra, sali minerali, vitamine e antiossidanti (frutta e verdura).
L’aumento dell'attività fisica
L’uso di alcuni integratori alimentari, contenenti nutrienti e fitoterapici in grado di ottimizzare il metabolismo dei carboidrati e l'attività dell'insulina.

LINEE GUIDA FUNCTIONAL POINT PER LA PRODUZIONE DI NUTRACEUTICI
Functional Point, si è data alcune linee guida per la produzione dei nutraceutici da essa distribuiti, ponendo molta attenzione sulle buone pratiche di coltivazione, raccolta, estrazione dei composti naturali, produzione e confezionamento.
L'obiettivo è quello di diffondere nutraceutici il più possibile standardizzati, con titolazioni certe e rispondenti ai dosaggi indicati dalla più qualificata ricerca scientifica mondiale.
E' noto che i composti presenti negli estratti botanici, possono avere variazioni anche significative, in funzione del luogo di produzione e in quale periodo dell'anno è avvenuta la raccolta, delle condizioni climatiche e di come le radici, le foglie o i frutti vengono essiccati.
Altro passo fondamentale per ottenere l'estratto botanico con principi attivi altamente biodisponibili e bioattivi è il procedimento di estrazione che deve essere eseguito a basse temperature per evitare la distruzione delle molecole più efficaci: quelle di dimensioni più piccole.
In ultimo la produzione del nutraceutico e come viene confezionato completano la qualità del prodotto.



Cistite prostatite

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