Vampate di calore, sudorazioni improvvise, calo della libido, depressione, stanchezza, irritabilità .
Prelievo: saliva
Con la cessazione dell’attività ovarica, nell’organismo femminile non si interrompe completamente la sintesi di estrogeni e progesterone, che invece continua, seppure in misura più ridotta, presso un’altra sede di produzione, quella surrenalica.
Dal variare dei livelli quantitativi degli ormoni sessuali femminili e maschili prodotti dal surrene e dai loro rispettivi rapporti, scaturisce una variegata serie di tipologie menopausali, che si differenziano tra loro per la diversa incidenza di sintomi, sia di tipo fisico (vampate, sudorazioni, incrementi di peso, aumento pressorio, modificazioni del tono di voce, variazioni della libido, comparsa di peli in zone più tipicamente maschili, etc.) che di tipo psicoemozionale (irritabilità, depressione, crisi di ansia, etc.).
In questo test vengono anche dosati i livelli di altri importanti ormoni surrenalici, il cortisolo e il DHEA.
Siccome il cortisolo tende a rimanere costante o ad aumentare col passare degli anni, e ad incrementare in modo drammatico in seguito a stress severo o prolungato, mentre il DHEA cala progressivamente col procedere dell’età e dello stress, il rapporto tra funzioni anaboliche e cataboliche dell’organismo tende progressivamente a spostarsi verso una deriva catabolica.
Il rapporto DHEA:CORTISOLO costituisce pertanto uno strumento di valutazione della capacità di risposta surrenalica allo stress indotto dai cambiamenti profondi del periodo menopausale, e contemporaneamente si prefigura come un mezzo per monitorizzare il progredire dell’invecchiamento dell’organismo.
Il test non può e non deve essere interpretato come una diagnosi medica, e non è finalizzato a produrre una prescrizione di tipo farmacologico o ormonale. Va considerato come uno strumento, peraltro qualitativamente di grado elevato, per individuare in modo personalizzato le scelte comportamentali e nutrizionali per la donna in menopausa.
La saliva, prodotta alle ghiandole salivari localizzate sotto la lingua e ai lati della bocca, contiene nel suo mezzo acquoso una variegata miscela di mucine, enzimi, elettroliti, immunoglobuline e ormoni.
Gli elettroliti, specialmente il sodio, vengono spinti nel lume dei dotti salivari attraverso un meccanismo di trasporto attivo. Contemporanemente, negli stessi dotti si riversa acqua per ristabilire il fisiologico equilibrio osmolare. Le molecole trasportate nel sangue possono anch’esse passare nel liquido dei dotti salivari attraverso uno di tre possibili meccanismi: trasporto attivo, ultrafiltrazione e diffusione passiva.
Le immunoglobuline IgA e IgG raggiungono la saliva grazie a un processo attivo, energia-dipendente.
Piccole molecole come il glucosio possono entrare nella saliva mediante un processo di ultrafiltrazione. Questo processo consiste in un passaggio di molecole attraverso le giunzioni strette che uniscono tra di loro le cellule epiteliali di rivestimento interno dei dotti, con una velocità inversamente proporzionale alle dimensioni delle molecole stesse.
Gli steroidi non coniugati e altre piccole molecole lipofile non legate a proteine seriche possono oltrepassare la membrana delle ghiandole salivari e raggiungere la saliva con un meccanismo di diffusione passiva, seguendo il gradiente di concentrazione e senza consumo energetico. La velocità con cui si realizza la diffusione passiva degli ormoni liberi nella saliva è 10 volte più elevata della velocità del flusso salivare, per cui i livelli salivari degli ormoni non risentono di eventuali aumenti di flusso salivare causati da stimolanti come la gomma da masticare.
Nel sangue, il 95-99% degli steroidi è legato a proteine veicolanti come la SHBG (sex hormone binding protein), la CBG (cortisol binding protein), e l’albumina. La restante frazione non legata, pari all’1-5%, viene indicata come ormone “libero”, e considerata “biodisponibile”, in quanto le molecole ormonali steroidee per interagire con i siti dedicati del DNA delle cellule target devono essere libere da legami proteici.
Innumerevoli studi hanno dimostrato che le concentrazioni ormonali salivari corrispondono abbastanza fedelmente a quelle degli ormoni “liberi” del siero sanguigno. Pertanto i livelli ormonali salivari costituiscono l’1-5% dei livelli ormonali serici totali.
Il test non è consigliato durante la terapia ormonale sostitutiva (pillole, cerotti)
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