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Assetto ormonale dello sportivo

Stress fisico, capacità reattiva limitata, work-out eccessivo, crollo energetico

Prelievo: saliva

Profilo della tolleranza all’attività sportiva

Movenstest SportIdeale per professionisti dello sport e dilettanti agonisti.
Metodica non invasiva e di grande incisività, il profilo della tolleranza all’attività sportiva consente la valutazione dell’impatto dell’attività fisica, a livello professionistico o comunque agonistico, sulla funzione corticosurrenalica (nello specifico la secrezione di cortisolo) deputata a gestire l’adattamento dell’organismo ad ogni tipo di stress.

Il surrene regola i livelli di energia, gli stati emozionali, la resistenza alle malattie, il senso di benessere, attraverso gli ormoni in esso sintetizzati, capaci di influenzare profondamente i metabolismi glicidico, lipidico e proteico, la risposta immune, la funzione tiroidea, l’attività cardiaca.

La secrezione fisiologica del cortisolo è controllata dall’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e viene regolata dal ritmo circadiano del ciclo sonno-veglia, con un picco secretivo nelle prime ore del mattino, tra le 6 e le 9, a cui fa seguito un progressivo rallentamento lungo la giornata per raggiungere il minimo verso mezzanotte. Una attività fisica eccessiva può stressare l’organismo, determinando assetti ormonali sbilanciati che possono compromettere lo stato di salute ottimale e quindi il rendimento sportivo.

Esiste la possibilità di determinare se il programma di esercizio fisico prefissato evochi o meno una abnorme reazione di adattamento dell’organismo. A tale scopo si utilizza una misurazione dei livelli salivari di cortisolo in relazione alla seduta di allenamento. I livelli di cortisolo hanno delle variazioni fisiologiche in tale ambito, e i loro dosaggi consentono di determinare se l’attività fisica è correttamente impostata oppure se è causa di stress eccessivo per l’organismo e può sortire effetti dannosi per la salute.

La saliva, prodotta dalle ghiandole salivari localizzate sotto la lingua e ai lati della bocca, contiene nel suo mezzo acquoso una variegata miscela di mucine, enzimi, elettroliti, immunoglobuline e ormoni. Gli elettroliti, specialmente il sodio, vengono spinti nel lume dei dotti salivari attraverso un meccanismo di trasporto attivo. Contemporanemente, negli stessi dotti si riversa acqua per ristabilire il fisiologico equilibrio osmolare. Le molecole trasportate nel sangue possono anch’esse passare nel liquido dei dotti salivari attraverso uno di tre possibili meccanismi: trasporto attivo, ultrafiltrazione e diffusione passiva. Le immunoglobuline IgA e IgG raggiungono la saliva grazie a un processo attivo, energia-dipendente. Piccole molecole come il glucosio possono entrare nella saliva mediante un processo di ultrafiltrazione. Questo processo consiste in un passaggio di molecole attraverso le giunzioni strette che uniscono tra di loro le cellule epiteliali di rivestimento interno dei dotti, con una velocità inversamente proporzionale alle dimensioni delle molecole stesse. Gli steroidi non coniugati e altre piccole molecole lipofile non legate a proteine seriche possono oltrepassare la membrana delle ghiandole salivari e raggiungere la saliva con un meccanismo di diffusione passiva, seguendo il gradiente di concentrazione e senza consumo energetico. La velocità con cui si realizza la diffusione passiva degli ormoni liberi nella saliva è 10 volte più elevata della velocità del flusso salivare, per cui i livelli salivari degli ormoni non risentono di eventuali aumenti di flusso salivare causati da stimolanti come la gomma da masticare.

Biodisponibilità degli ormoni

Nel sangue, il 95-99% degli steroidi è legato a proteine veicolanti come la SHBG (sex hormone binding protein), la CBG (cortisol binding protein), e l’albumina. La restante frazione non legata, pari all’1-5%, viene indicata come ormone "libero", e considerata "biodisponibile", in quanto le molecole ormonali steroidee per interagire con i siti dedicati del DNA delle cellule target devono essere libere da legami proteici. Innumerevoli studi hanno dimostrato che le concentrazioni ormonali salivari corrispondono abbastanza fedelmente a quelle degli ormoni “liberi” del siero sanguigno. Pertanto i livelli ormonali salivari costituiscono l’1-5% dei livelli ormonali serici totali.

Vantaggi e svantaggi della misurazione ormonale salivare

Vantaggi

  • assenza di stress da prelievo
  • metodica non invasiva (senza aghi)
  • assenza di trattamenti particolari prima dell’avvio al laboratorio (centrifugazione, raffreddamento del campione, ecc.)
  • stabilità prolungata (almeno una settimana) degli ormoni salivari a temperatura ambiente
  • migliore espressione della biodisponibilità ormonale rispetto ai livelli serici totali

Svantaggi

  • difficoltà tecniche: in alcuni casi, i livelli ormonali da dosare sono ai limiti della possibilità di misurazione
  • interferenza di sostanze come cibi, bevande
  • risultati spurii in caso di malattie parodontali o dopo spazzolamento dei denti

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