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Assetto ormonale antinvecchiamento

Stress fisico, stress psichico, esaurimento, crisi d'ansia, attacchi di panico, decadimento generale, invecchiamento cutaneo, senescenza precoce, impotenza maschile

Prelievo: saliva

Profilo dello stress surrenalico

Movenstest AgingMetodica non-invasiva e di grande incisività, il profilo dello stress e dell’aging consente un’analisi dei livelli bioattivi di due importanti ormoni dello stress, il cortisolo e il DHEA (deidroepiandrosterone), le cui variazioni sostanziali in alcuni periodi della vita possono costituire un importante segnale di alterazioni della funzione surrenalica.

Il surrene regola i livelli di energia, gli stati emozionali, la resistenza alle malattie, il senso di benessere, attraverso gli ormoni in esso sintetizzati, capaci di influenzare profondamente i metabolismi glicidico, lipidico e proteico, la risposta immune, la funzione tiroidea, le reazioni di adattamento allo stress. La secrezione del cortisolo è controllata dall’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e viene regolata dal ritmo circadiano del ciclo sonno-veglia, con un picco secretivo nelle prime ore del mattino, tra le 6 e le 9, a cui fa seguito un progressivo rallentamento lungo la giornata per raggiungere il minimo verso mezzanotte.
Il cortisolo è implicato in molte funzioni essenziali dell’organismo, come il metabolismo e l’utilizzo delle proteine, dei carboidrati e dei grassi, la risposta dell’organismo allo stress fisico o psichico, il controllo dell’infiammazione e di livelli adeguati di zucchero nel sangue. Il cortisolo aiuta a mantenere una pressione del sangue appropriata, e una normale attività nervosa e cerebrale.
Anche il DHEA svolge un ruolo nel metabolismo proteico, glicidico e lipidico, e partecipa al mantenimento di un corretto livello glicemico. Contribuisce alla regolazione del peso corporeo, della pressione arteriosa e della funzione immunitaria. È utilizzato dall’organismo come precursore aspecifico dei vari ormoni steroidei, dagli androgeni agli ormoni femminili. Il DHEA rappresenta un contro-regolatore dell’azione del cortisolo e ne modula gli effetti perversi indotti da un’eccessiva secrezione. La sua emivita plasmatica è molto breve, per cui la maggior parte del DHEA circolante si trova sotto forma di solfato (DHEA-S), che costituisce una riserva rapidamente disponibile di DHEA per la sintesi di androgeni e estrogeni. L’analisi dei livelli salivari di cortisolo in diversi momenti della giornata, soprattutto al mattino intorno alle 8 (AM) e nelle ultime ore della sera, h 22-24, (PM), comparata ai livelli di DHEA, consente di elaborare importanti valutazioni sull’attività della corteccia surrenalica e sulla sua capacità di reagire allo stress

DHEA: CORTISOL RATIO

Evidenze sempre più numerose sembrano confermare l’azione antagonistica del DHEA nei confronti del cortisolo. E uno dei campi in cui maggiormente il DHEA dispiega questa sua azione contro-regolatoria è quello degli effetti catabolici del cortisolo.Siccome il cortisolo tende a rimanere costante o ad aumentare col passare degli anni, e ad incrementare in modo drammatico in seguito a stress severo o prolungato, mentre il DHEA cala progressivamente col procedere dell’età e dello stress, il rapporto tra funzioni anaboliche e cataboliche dell’organismo tende progressivamente a spostarsi verso una deriva catabolica. Il rapporto DHEA: cortisolo costituisce pertanto uno strumento di valutazione della capacità di risposta surrenalica allo stress, ma anche uno strumento per monitorizzare il progredire dell’invecchiamento dell’organismo

Perchè la saliva?

La saliva, prodotta dalle ghiandole salivari localizzate sotto la lingua e ai lati della bocca, contiene nel suo mezzo acquoso una variegata miscela di mucine, enzimi, elettroliti, immunoglobuline e ormoni.
Gli elettroliti, specialmente il sodio, vengono spinti nel lume dei dotti salivari attraverso un meccanismo di trasporto attivo. Contemporanemente, negli stessi dotti si riversa acqua per ristabilire il fisiologico equilibrio osmolare. Le molecole trasportate nel sangue possono anch’esse passare nel liquido dei dotti salivari attraverso uno di tre possibili meccanismi: trasporto attivo, ultrafiltrazione e diffusione passiva.
Le immunoglobuline IgA e IgG raggiungono la saliva grazie a un processo attivo, energia-dipendente. Piccole molecole come il glucosio possono entrare nella saliva mediante un processo di ultrafiltrazione. Questo processo consiste in un passaggio di molecole attraverso le giunzioni strette che uniscono tra di loro le cellule epiteliali di rivestimento interno dei dotti, con una velocità inversamente proporzionale alle dimensioni delle molecole stesse. Gli steroidi non coniugati e altre piccole molecole lipofile non legate a proteine seriche possono oltrepassare la membrana delle ghiandole salivari e raggiungere la saliva con un meccanismo di diffusione passiva, seguendo il gradiente di concentrazione e senza consumo energetico.
La velocità con cui si realizza la diffusione passiva degli ormoni liberi nella saliva è 10 volte più elevata della velocità del flusso salivare, per cui i livelli salivari degli ormoni non risentono di eventuali aumenti di flusso salivare causati da stimolanti come la gomma da masticare.

Biodisponibilità degli ormoni

Nel sangue, il 95-99% degli steroidi è legato a proteine veicolanti come la SHBG (sex hormone binding protein), la CBG (cortisol binding protein), e l’albumina. La restante frazione non legata, pari all’1-5%, viene indicata come ormone “libero”, e considerata “biodisponibile”, in quanto le molecole ormonali steroidee per interagire con i siti dedicati del DNA delle cellule target devono essere libere da legami proteici. Innumerevoli studi hanno dimostrato che le concentrazioni ormonali salivari corrispondono abbastanza fedelmente a quelle degli ormoni “liberi” del siero sanguigno. Pertanto i livelli ormonali salivari costituiscono l’1-5% dei livelli ormonali serici totali

Vantaggi e svantaggi della misurazione ormonale salivare

Vantaggi

  • assenza di stress da prelievo
  • metodica non invasiva (senza aghi)
  • assenza di trattamenti particolari prima dell’avvio al laboratorio (centrifugazione, raffreddamento del campione, ecc.)
  • stabilità prolungata (almeno una settimana) degli ormoni salivari a temperatura ambiente
  • migliore espressione della biodisponibilità ormonale rispetto ai livelli serici totali

Svantaggi

  • difficoltà tecniche: in alcuni casi, i livelli ormonali da dosare sono ai limiti della possibilità di misurazione
  • interferenza di sostanze come cibi, bevande
  • risultati spurii in caso di malattie parodontali o dopo spazzolamento dei denti

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