Confezione da 64.000 UI equivalenti a 160 dosi giornaliere da 400 UI
Vitamina D2 (ergocalciferolo) 100 UI, Vitamina D3 (colecalciferolo) 100 UI, eccipienti (olio di girasole, glicerina, olio essenziale di arancia)
Coadiuvante per la prevenzione dell'osteoporosi, dei problemi cardiovascolari ed immunologici, per la depressione e l'insonnia, per l'artrite e il diabete, per i dolori cronici, la fibromialgia e la psoriasi.
Osteomalacia, osteoporosi, fibromialgia, dolori muscolari e debolezza muscolare, dolori alla schiena, problemi cardiovascolari e di circolazione sanguigna, diabete, depressione, problemi cognitivi
Sono alcune migliaia le pubblicazioni scientifiche condotte da prestigiose ed accreditate Università e Centri di Ricerca che dimostrano come la vitamina D sia un valido coadiuvante alla prevenzione e al trattamento dell'osteoporosi, per i problemi cardiovascolari ed immunologici, per la depressione e l'insonnia, per l'artrite, per il diabete, i dolori cronici e la fibromialgia, la psoriasi.
Diplus è un nutraceutico in gocce predosate, ciascuna contenente 200 UI di vitamine D3 (Colecalciferolo) e D2 (Ergocalciferolo) di facile dosaggio.
Il termine vitamina D designa due molecole: l'ergocalciferolo (vitamina D2, la prima forma ad essere identificata) e il colecalciferolo (vitamina D3)ed è una molecola sintetizzata nel corpo umano.
È un ormone che direttamente o indirettamente raggiunge più di duemila geni, il 6% circa del corredo genomico umano.
La vitamina D è considerata un ormone in quanto è sintetizzata dall'organismo da singoli precursori e raggiunge i tessuti dove esercita un'attività estremamente utile per il metabolismo.
I recettori della vitamina D sono diffusi ovunque nel corpo umano: nelle ossa, nei reni, nell'intestino e persino nel cervello dove la forma attivata della vitamina D stimola la produzione della serotonina.
La vitamina D di derivazione sia alimentare che endogena è legata ad una proteina plasmatica che la porta al fegato ove è trasformata in un composto chimico che viene attivato dai reni in un secondo passaggio.
Il fegato non è l'unico organo capace di questa reazione, reni, pelle e intestino sono certamente altri produttori di questo processo biochimico, anche se in misura inferiore.
L'uomo ricava il fabbisogno di vitamina D dall'esposizione solare soprattutto nelle ore tra le 10:00 e le 15:00 e principalmente nel periodo compreso tra la tarda primavera e l'inizio dell'estate.
Solo i raggi UVB, attraverso la pelle, attivano la sintesi della vitamina D.
Non solo l'orario ma anche l'inclinazione della Terra rispetto al sole, la latitudine e le stagioni sono fattori di sintesi della vitamina D: più si vive a nord nel nostro emisfero (a sud di quello australe) e meno è elevata è la produzione di questo prezioso ormone.
I raggi UVB sono più abbondanti in montagna perché meno filtrati dall'atmosfera e dall'inquinamento; nelle giornate nuvolose la quantità di raggi UVB è molto ridotta dal filtro operato dalle nuvole.
Grazie al fatto che è un prodotto liposolubile la vitamina D viene accumulata nel grasso corporeo e rilasciata in periodi abbastanza prolungati.
Il livello di vitamina D oggi si può misurare con un prelievo non invasivo di poche gocce di sangue, grazie ad un test diagnostico di Functional Point denominato 25-vitamina D.
Gli studi hanno indicato che per ogni 100 UI (1 UI è pari a 0,025 microgrammi) di vitamina D ingerita il livello di questo ormone si incrementa di un nanogrammo per millilitro di sangue.
Per intossicarsi di vitamina D bisognerebbe ingerire 10.000 UI al giorno per almeno sei mesi. I sintomi dell'intossicazione sono la nausea, il vomito, la perdita di appetito, la costipazione, lo stimolo alla minzione, una sete pronunciata, disorientamento e perdita di peso.
Nei cibi c'è poca presenza di vitamina D; per assumerne il quantitativo considerato utile per l'organismo umano, assorbito efficacemente a livello intestinale, bisognerebbe consumare quotidianamente tre scatole di sardine, bere da dieci a venti bicchieri di latte fortificato con vitamina D, mangiare da dieci a venti tazze di cereali o moltissime uova, consumare ogni giorno 250 grammi di salmone selvaggio (non quello di allevamento che è praticamente privo di questa preziosa vitamina).
Volutamente si tralascia il contributo che la vitamina D ha dato nella risoluzione del rachitismo (malattia che colpisce i bambini e gli adolescenti), essendo questa patologia molto meno diffusa rispetto a mezzo secolo fa, concentrandosi su altri contributi fondamentali di questo ormone.
Il tessuto osseo extracellulare è formato da due componenti: una componente minerale (sali di calcio, soprattutto calcio fosfato) e una componente organica (proteine). Quando siano perdute entrambe le componenti si parla di osteoporosi mentre, quando diminuisce soltanto la parte minerale dell'osso, si parla di osteomalacia nell'adulto e di rachitismo nel bambino. Nell'osteomalacia si ha una demineralizzazione progressiva dell'osso con dolore e deformità scheletriche.
La vitamina D è molto efficace nella cura di questa patologia ed è stata l'artefice del debellamento del rachitismo negli anni '50.
Il principale ruolo fisiologico della vitamina D è il controllo dell'omeostasi del calcio.
Un'ossatura sana perde tra lo 0,3 e lo 0,5% della sua materia ogni anno a partire dai ventanni. Il risultato è un decremento della densità della struttura ossea ed un aumento della fragilità. Il processo accelera con l'avanzare dell'età e le donne in menopausa perdono dal 2 al 4 per cento ogni anno. Gli uomini perdono il 2%. dopo i sessant'anni.
Quando si enfatizza l'assunzione di calcio troppo frequentemente s'ignora l'importanza della vitamina D come elemento di sintesi.
La vitamina D è necessaria per un corretto assorbimento del calcio nell'intestino dal quale viene trasferita allo scheletro attraverso il torrente ematico.
Uno studio finlandese ha dimostrato che 341 persone anziane (la maggior parte donne di oltre 75 anni) alle quali era stata somministrata la vitamina D hanno avuto un numero di fratture inferiore rispetto a 458 persone alle quali non era stata somministrata la vitamina D.
Uno studio francese su 3.270 donne anziane ha dimostrato una diminuzione del 43% di fratture dell'anca tra la popolazione a cui erano state somministrate quotidianamente 800 UI di vitamina D e 800 mg di calcio.
Uno studio condotto in Danimarca su donne mussulmane che denunciavano dolori muscolari e un quadro clinico tipico della fibromialgia ha rivelato che l'88% di loro era carente di vitamina D.
Le donne islamiche tendono ad essere esposte alla luce solare in minor misura rispetto alle donne occidentali in quanto obbligate a coprire integralmente il corpo.
Nel 2000 uno studio americano ha dimostrato che pazienti obbligati alla sedia a rotelle a causa di estrema debolezza muscolare, risultati carenti di vitamina D, dopo un trattamento con 50.000 UI alla settimana, dopo 6 settimane erano in grado di camminare avendo acquistato un discreto tono muscolare.
I dolori di schiena sono la patologia più diffusa dopo il mal di testa; un articolo pubblicato nel 2008 sul Journal of the American Board of Family Medicine spiega come pazienti colpiti da questa patologia dopo aver aumentato i livelli 25-vitamina D nel sangue hanno mostrato significativi miglioramenti.
Il rischio di problemi cardiovascolari è stato calcolato essere inferiore del 57% tra le persone con alti livelli di 25-vitamina D nel sangue rispetto alla popolazione con bassi valori.
Lo studio più apprezzato è stato pubblicato su Lancet nel 1998. In questo studio è stato dimostrato che esponendo pazienti ipertesi per brevi periodi ai raggi UVB, tre volte alla settimana per tre mesi, i livelli di 25-vitamina D cresceva del 180% e riduceva la pressione diastolica e sistolica di 6 mmHg, riportandole a livelli normali.
Nel 2006 un gruppo di ricercatori italiani hanno misurato il quantitativo di placche arteriose in 390 pazienti diabetici e il loro livello di 25-vitamina D. La scoperta fu la correlazione inversa tra livello di 25-vitamina D e il grado di aterosclerosi: bassi livelli di vitamina D nel sangue sono stati associati a quantità di placche elevate.
Un anno più tardi lo stesso gruppo ha correlato deficienze di vitamina D con pazienti affetti da diabete di tipo 2.
Più recentemente uno studio della Harvard Medical School, pubblicato in Circulation, condotto su 1.739 persone con età media di 59 anni senza precedenti di disordini cardiovascolari, ha mostrato che i partecipanti con bassi livelli di 25-vitamina D avevano il 60% di possibilità in più di essere colpiti da attacchi cardiaci, infarti o più in genere da problemi cardiovascolari.
In occasione del 15° Congresso dell'American Headache Society è stato presentato uno studio condotto su 55 pazienti sofferenti di emicrania. Il 27,3% di loro aveva il livello di 25-vitamina D nel sangue tra 20 e 30 ng/ml e il 14,5% addirittura inferiore a 20 ng/ml.
L'emicrania resta un mistero sebbene sembrerebbe essere relazionabile alla contrazione dei vasi sanguigni ed altri cambiamenti nel cervello.
Quello che si è scoperto recentemente è che i vasi sanguigni sono dotati di recettori della vitamina D. La forma attiva di vitamina D aumenta l'attività contrattiva del muscolo cardiaco e migliora la funzionalità dei condotti sanguigni. La vitamina D riduce l'infiammazione cardiovascolare, la maggiore causa dell'aterosclerosi. Inoltre c'è evidenza scientifica che la vitamina D regola la renina, l'enzima coinvolto nella regolazione della pressione arteriosa.
Nel diabete di tipo 2 le cellule beta del pancreas continuano a produrre insulina ma a causa della presenza di grasso in eccesso, si manifesta una resistenza a questo ormone in quanto l'organismo non è in grado di utilizzarlo efficacemente. Quando ciò si manifesta una persona diventa insulino-resistente e prediabetica. Con il progredire della patologia la produzione di insulina diminuisce e il risultato è simile a quello che si manifesta nel diabete di tipo 1: il glucosio non viene utilizzato efficacemente e il tasso glicemico nel sangue sale.
Numerosi studi longitudinali hanno chiaramente dimostrato che le persone che soffrivano di diabete di tipo 2 avevano bassi livelli di 25-vitamina D nel sangue.
Nel 2006 uno studio pubblicato su Diabetes Care, condotto su una vasta popolazione di donne americane di mezza età concludeva affermando che il consumo di vitamina D in dosi superiori a 800 UI e calcio in dosi superiori a 1.200 milligrammi era associato ad un rischio del 33% inferiore di contrarre il diabete di tipo 2.
I disordini dell'umore fino alle varie forme di depressione sono ampiamente riscontrati nelle popolazioni del Nord Europa, particolarmente nel periodo invernale. L'utilizzo di lampade con emissione di raggi UVB e somministrazione di vitamina D hanno dato risultati estremamente interessanti convalidati da prestigiose ricerche.
Uno studio condotto dalla Columbia University pubblicato nel 2000 dimostra che la combinazione di calcio, magnesio e vitamina D può risolvere tutti i problemi connessi alla Sindrome Premestruale quali depressione, ansietà, irritabilità, scarsa concentrazione, fatica, voglia irrefrenabile di cibo, dolori al petto.
Esposizione a lampade specifiche, con protocolli determinati da studi condotti da Università, hanno dimostrato che l'incremento di 25-vitamina D nel sangue modifica il ritmo circadiano della melatonina e dona un sonno migliore e più prolungato.
Uno studio pubblicato sul Journal of Neurology, Neurosurgery, and Psychiatry ha stabilito una correlazione tra vitamina D e capacità cognitive. Lo studio ha dimostrato che persone anziane con livelli adeguati di vitamina D avevano un'agilità mentale superiore a quelli con bassi livelli ed ha avanzato l'ipotesi che alti livelli di vitamina D potrebbero minimizzare il decadimento cognitivo.
La dose prevista dal Ministero della Sanità nell'ambito dell'utilizzo della Vitamina D come integratore alimentare è di 400 UI (pari a 10 microgrammi – un milionesimo di grammo al giorno).
Solo il Medico può prescrivere dosi giornaliere maggiori in funzione del quadro anamnesico del paziente; è buona norma affidarsi ad un Professionista esperto anche nell'assunzione della Vitamina D.
Diplus - Integra la carenza di Vitamina D causata da scarsa esposizione solare € 9,95
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