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Un nuovo test diagnostico permette di misurare i neurotrasmettitori

Domenica, 3 Ottobre 2010

Misurare i neurotrasmettitori oggi è possibile grazie ad un test distribuito da Functional Point. Serotonina, adrenalina, noradrenalina, dopamina gaba..., agiscono sul sistema nervoso in vari modi: ci fanno sentire rilassati, scatenano l'aggressività, svegliano i nostri sistemi di allerta e difesa e migliorano la concentrazione.

Il dottor Ascanio Polimeni psiconeuroendocrinologo, condirettore del progetto Venerepersempre (www.venerepersempre.com), della societa’ scientifica Regenera Research Group (www.regeneragroup.com) che per prima in Italia insieme a Functional Point ha introdotto BRAIN BALANCE, spiega cosa sono i neurotrasmettitori.
Che i neurotrasmettitori influiscano sul nostro umore è noto da tempo. «Finora, però, si è parlato esclusivamente della serotonina», afferma il dottor Polimeni. «Mentre in gioco potrebbero esserci anche la dopamina, la noradrenalina, persino l'istamina, che viene tirata in ballo solo quando si parla di allergie o punture di insetti. Ma il bello è che, una volta scoperta la carenza di uno o più neurotrasmettitori, è possibile intervenire con i cibi giusti per ricreare una situazione di equilibrio».
Fino a qui la teoria. Ma in pratica: come ritrovare l'allegria e la serenità a tavola? Con l'aiuto del dottor Polimeni, abbiamo individuato le due tipologie più comuni di disturbi dell'umore curabili con la dieta giusta: quella dovuta a una carenza della serotonina e quella invece scatenata da una mancanza di dopamina.
L'interruttore della serenità
«La serotonina», spiega il Dottor Polimeni, «è il neurotrasmettitore che regola il ritmo del sonno, la soglia del dolore, il senso di sazietà. È anche l'interruttore della calma, della serenità e dell'equilibrio.
Quando abbiamo una carenza di serotonina, come avviene per esempio nella depressione stagionale, diventiamo più irritabili, il nostro umore è ballerino, dormiamo male, tutti i nostri impulsi vanno fuori controllo.
E spesso abbiamo una voglia incontrollata di dolci».
«La serotonina viene infatti prodotta nel cervello quando mangiamo alimenti ricchi di carboidrati, come i dolci, appunto, o come la pasta,il pane, il riso e tutti gli altri cereali», aggiunge il dottor Polimeni. «La spiegazione biochimica è abbastanza complessa.L'assunzione di questo tipo di cibi fa aumentare la concentrazione di zuccheri nel sangue. Entra quindi in gioco l'insulina che, oltre a riportare la glicemia alla normalità, favorisce l'ingresso nei neuroni del triptofano (un aminoacido presente nei cereali) che è il precursore della serotonina».
Ecco perché, quando il malumore è innescato da una carenza di serotonina, occorre portare in tavola i carboidrati. «Limitandoli però al pasto di mezzogiorno», puntualizza Ascanio Polimeni. «Il motivo? Di sera, diminuendo l'attività fisica, la liberazione dell'insulina porta alla trasformazione in grasso (ovvero in ciccia) degli zuccheri in eccesso».
Il messaggero dell'avventura
Confrontata con la serotonina, la dopamina ha un'azione opposta. È il neurotrasmettitore che spinge all'avventura, alla conquista, alla competizione. Alla ricerca della gratificazione, anche a tavola. Una carenza di dopamina, che si verifica spesso nei momenti di stress, ci fa sentire stanchi, demotivati, tristi e apatici. E ci spinge a desiderare cibi ricchi di grassi e proteine nel tentativo di ritrovare un po' di energie.
«Se la causa del cattivo umore è la mancanza di dopamina dobbiamo quindi puntare sulla carne, il pesce, le uova, i formaggi», precisa il Dottor Polimeni. «Alimenti che contengono la fenilalanina e la tirosina, gli aminoacidi che l'organismo utilizza per produrre questo neurotrasmettitore».
Adesso, quindi, devi solo capire qual è la sostanza che ti manca (con il test BRAIN BALANCE è facilissimo). E poi rivoluzionare la tua dieta. All'insegna del buonumore!
Basta un campione di urine raccolto al mattino ed è possibile dosare tutti i neurotrasmettitori che sono coinvolti nei disturbi del tono dell'umore», afferma il dottor Ascanio Polimeni. l risultati in 20 giorni di attesa grazie a Functional Point

Fonte: www.studioapolimeni.com

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