Dolori addominali, artrite e dolori alle articolazioni, cefalea, diarrea, stipsi, flatulenza, inspiegabili perdite di peso, sangue o muco o pus nelle feci, eczema, eruzioni cutanee, difficoltà respiratorie, gonfiore alle labbra o alla lingua, reflusso gastroesofageo, bruciori di stomaco, intolleranze alimentari, brividi e febbre ricorrenti, stanchezza cronica, colon irritabile, morbo di Crohn, coliti ulcerose, crampi, cattiva digestione.
Prelievo: feci
Negli ultimi anni è andato progressivamente crescendo l’interesse per il ruolo essenziale svolto dall’ecosistema intestinale, soprattutto dalla flora batterica, nel garantire e mantenere le condizione di salute e di benessere del nostro organismo. Si tratta di una vera e propria rivoluzione copernicana in termini di approccio, dal momento che è ormai chiaro come la concezione del “tubo vuoto” sia del tutto superata nell’evidenza dei fatti. Ci stiamo riferendo, infatti, ad un sistema biologico complesso formato da 100.000 miliardi di batteri appartenenti a oltre 400 specie diverse in equilibrio fra loro: si tratta di un numero superiore a quello delle cellule presenti nell’organismo stesso.
Partendo dalle considerazioni in premessa ci appare del tutto evidente come il “tubo vuoto” sia in realtà una realtà dinamica e straordinariamente complessa che si interfaccia con l’organismo ospite influenzandone il funzionamento in termini di sistema immunitario, capacità digerenti (carboidrati e proteine), corretta funzionalità della mucosa intestinale, prevenzione delle reazioni allergiche, e così via.
La flora batterica che si trova incollata alla mucosa intestinale è una vera e propria barriera microbico-intestinale capace di scomporre il bolo alimentare in parti sempre più piccole. Solo per richiamare brevemente la fisiologia e l’anatomia dell’apparato digerente diciamo che quest’ultimo ha la funzione di introdurre e far progredire il cibo, prepararlo per l’assorbimento, produrre metaboliti utili, eliminare le scorie non assimilabili.
Gli alimenti masticati passano nello stomaco (qui vi permangono almeno per 3 ore e qui inizia il processo di digestione delle proteine), superato il piloro si arriva nell’intestino tenue dove convergono le secrezioni digestive provenienti dal pancreas (contenenti amilasi e lipasi, oltre che carbonati alcalinizzanti), e dal fegato (la bile prodotta appunto dal fegato e accantonata nella cistifellea), che riducendo l’acidità, preparano il terreno ai batteri.
Quindi nel tratto del digiuno avviene gran parte dell’assorbimento delle sostanze nutritive, ma poiché i tempi di permanenza sono brevi, saranno digerite ed assorbite completamente solo le sostanze già parzialmente demolite e facilmente attaccabili dagli enzimi.
Infine il bolo passa nell’intestino crasso dove avvengono le fermentazioni microbiche e vengono assorbiti acqua e proteine (e riassorbiti gli acidi biliari). Importante in questa fase sono le fermentazioni: è questo un processo chimico che avviene in assenza di ossigeno, mediante il quale i composti organici vengono demoliti in composti più semplici con liberazione di energia. Essa viene svolta ad opera di batteri funghi e lieviti allo scopo di ricavare energia per le proprie necessità metaboliche. Il bolo ormai diventato solido viene espulso sotto forma di feci. La velocità di transito è decisa dai sistemi ormonali e nervoso. Possiamo quindi affermare che il primo tratto dell’apparato digerente ha un’azione prevalentemente digestiva, mentre nella seconda porzione si ha essenzialmente un’azione di assorbimento.
Considerando inoltre che l’intestino offre una enorme area di contatto con i prodotti della digestione: circa 300 m² (se consideriamo anche i villi), possiamo a questo punto affermare che esso rappresenta uno tra i più rilevanti organi del corpo: svolgendo funzioni digestive e di assorbimento, fornisce le sostanze necessarie per il mantenimento e il rinnovamento dell’organismo (carboidrati, lipidi, proteine, acqua, sali minerali, vitamine), collabora con i reni la pelle e i polmoni nei processi di detossificazione.
Patoghenos consente di approfondire la composizione della flora batterica intestinale in termini di presenza di patogeni. Una flora batterica disbiotica può essere la concausa di numerosi disturbi sia di carattere patologico che funzionale.
Per il benessere generale dell’organismo è fondamentale la presenza nell’intestino di una corretta flora batterica eubiotica, in giusto rapporto con i batteri saprofiti. Il medico e il professionista della salute disporranno di uno strumento straordinariamente utile, che apre la strada a molteplici opportunità di intervento.
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